L'AI come leva
La caratteristica fondamentale che dovrebbe guidarci quando stiamo scegliendo se usare uno strumento AI è questa: funziona come una leva?
Sam Altman, CEO di OpenAI, ha recentemente twittato un'idea per cui è stato ampiamente deriso: far fare a ChatGPT un podcast da sentire con i propri figli.

La scena di una famiglia che ascolta un podcast fatto con l'AI la mattina prima di andare a scuola sembra effettivamente l'inizio di una puntata di Black Mirror. Ma non deve essere per forza così.
Nel mio video provo a immaginare una versione "buona" di questo podcast (ditemi se vi convince):
Vorrei espandere sul paradigma che voglio definire “AI come leva”.
Quando ho letto il tweet ero pronto a scrivere un video che si limitasse a ridicolizzare l'idea assurda di Altman; più ci pensavo però, più mi rendevo conto che poteva esserci una versione costruttiva di questa idea, e limitarmi quindi a puntare il dito e dire "guarda che scemo" non mi soddisfaceva.
Questa non vuol essere una apologia di Altman, che ha un bagaglio di dichiarazioni distopiche non indifferente ed è chiaramente in una bolla di Silicon Valley piena di proposte bislacche e molto problematiche per vari sistemi AI.
È piuttosto un riconciliarmi con la mia posizione generale che sia possibile immaginare e costruire sistemi di AI generativa che siano utili e di beneficio, nonostante le miriadi di problemi che ci sono con i modelli di AI attuali.
Dunque, ragioniamo:
La distinzione fondamentale tra l'esempio di Altman e il mio è che in un caso è possibile utilizzare l'AI in modo passivo, mentre nell'altro è necessariamente un uso attivo che mantiene il protagonismo umano.
Nello specifico, nella versione potenzialmente peggiore di quello che propone Altman, una volta integrati i calendari il podcast può proseguire indefinitamente senza ulteriore intervento umano. Ci si può semplicemente limitarsi ad ascoltarlo, e finisce lì.
La mia proposta è invece di un processo che richiede di essere protagonisti: tu e la tua famiglia fate da redazione, decidete i segmenti del podcast e ci lavorate attivamente.
Un segmento potrebbe essere "la curiosità della settimana" in cui prendete una domanda complicata e la esplorate, magari scrivendo un breve articolo che poi ChatGPT leggerà. O l'audio lo registrate voi e ChatGPT lo monta, e così via.
Oppure un segmento "la parola della settimana" in cui si imparano nuove parole, magari creando una lista da cui poi ChatGPT estrae e trova la definizione.
Se la tua famiglia è la redazione, il podcast non può uscire da solo. Ecco che l'AI diventa una leva, che non funziona da sola, ma richiede la tua forza.
Mi si potrebbe dire che allora si può fare proprio senza l’AI: vi prendete qualche ora in più e imparate insieme come registrare e montare un piccolo podcast amatoriale?
Bellissima idea!
La modalità specifica che può funzionare per ciascuno sarà diversa (e qui c'è l'inghippo in cui Altman è caduto, ora ci torniamo), ma il punto cruciale è il principio.
AI come leva significa che l'utilizzo dell'AI deve funzionare da moltiplicatore dello sforzo umano, come una leva reale. Una leva non funziona da sola, richiede il tuo sforzo, ma c'è una bella differenza tra averla e non averla.
Quello che non funziona nell'esempio di Altman è il fatto che si possa interpretare con l'AI non come leva, ma come sostituzione dello sforzo umano.
La complicazione è che ci sono dei casi in cui questa sostituzione è opportuna, e qui arriviamo al punto centrale.
Tra le azioni che facciamo come umani, ce ne sono alcune di significato, e alcune che facciamo per necessità.
Per me, per esempio, lo scrivere è di significato; non me ne verrebbe niente a far scrivere le newsletter a ChatGPT, perché scrivere mi serve per pensare, come scrivo nella mia AI policy (che a breve verrà aggiornata ed espansa).
Ci sono, al contrario, alcune azioni che invece non sono di significato: trascrivere una registrazione audio o tagliare i silenzi nei miei video non sono di particolare significato. Queste azioni si possono automatizzare in modo "passivo" senza perdere umanità.
La distinzione tra quali azioni siano di significato e quali no è complessa, perché totalmente personale e situazionale. Se, per esempio, non avessi mai tagliato i silenzi nei miei video manualmente da solo, forse avrei meno comprensione di come mi piace che i video siano tagliati. Oppure no, magari avrei potuto acquisire quella comprensione in un altro modo.
Ecco perché anche il mio esempio che considero "buono" non è necessariamente corretto e applicabile a tutti così com'è.
Se hai un figlio adolescente o quasi adolescente che vuole diventare un podcaster, diventa utile che il montaggio lo impari a fare lui invece di ChatGPT; magari l'AI può essere usata per trovare i comandi giusti o dei tutorial. E così via.
Il principio però rimane: avere chiaro l'obiettivo attivo che abbiamo e capire come usare degli strumenti per aiutare i nostri sforzi.
Tu come lo faresti questo podcast?
Parleremo ancora di questo paradigma prossimamente. Se ti va, condividere questa riflessione con qualcuno mi aiuta molto!
A presto!
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